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L'essai, l'assai

7

A serious man – I Fratelli Coen riscrivono Giobbe e mettono alla berlina la religione ebraica

 
A Serious man, di Joel&Ethan Coen, 2009.I primi dieci minuti pensavo di aver sbagliato sala. O che avessero sbagliato pellicola. Stavo per andare a polemizzare. Poi sono rimasto. Meglio così.

I Coen sono i migliori nel *raccontare* una particolare tendenza del genere umano: la nerdaggine.

Trama. 1967, Minnesota. Larry Gopnik insegna fisica ed è in attesa di una cattedra. Sposato, con due figli, è il classico uomo mite. Però le cose cominciano a prendere una piega non positiva. La moglie gli chiede il divorzio per potersi risposare con un amico di famiglia. Il figlio, in attesa di celebrare il proprio Bar Mitzvah, passa il tempo a farsi le canne. La figlia ha come unico obiettivo quello di rifarsi il naso. Il fratello di Larry è affetto da una *cisti sebacea* ed è un disadattato. Uno studente lo accusa di corruzione. E così via, di sfiga in sfiga. Larry decide così di rivolgersi a tre rabbini diversi: vuole capire come affrontare le disgrazie e diventare così un “serious man”.

Detto in poche parole: i Coen riscrivono Giobbe e la leggendaria “pazienza”. Dove arriverà Larry? Come sfogherà la frustrazione per tutto ciò che gli sta capitando tra capo e collo? Cosa sarà disposto a fare per diventare “serious”? Questi gli interrogativi che attraversano orizzontalmente il film.

Regia. Ogni film dei Coen è un manuale di tecnica cinematografica applicata alla narrazione. Ogni scena anzi ogni inquadratura andrebbe scorticata fino allo sfinimento. Propongo istituzione di gruppi autogestiti per realizzare questo compito. Umanità potrebbe trarne giovamento.

Colonna sonora. Jefferson Airplane, Jimi Hendrix.

Se qualcuno prendesse in giro la religione cattolica così come i Coen fanno con quella ebraica, quel qualcuno credo sarebbe costretto a suicidarsi.

Voto: 8 (un punto solo per il finale, meraviglioso)

Allegato. Una scena, tra le migliori + il trailer che punta -giustamente- proprio sulla scena in questione.


Interno “Sala d’aspetto” del Rabbino.
Larry chiede alla “Segretaria” di poter parlare con il Rabbino. La segretaria, senza dir nulla, apre la porta ed entra. Noi rimaniamo con Larry, assumiamo la sua prospettiva e osserviamo la segretaria da lontano che entra e confabula con il Rabbino. La segretaria, lentamente molto lentamente, torna indietro. Larry, che intanto ha sbirciato, freme. La segretaria torna nella sala d’aspetto.

Segretaria: The rabbi is busy.
Larry: He didn’t look busy!
Segretaria: He’s thinking.

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TuttoFaMedia • gennaio 24


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Comments

  1. utente anonimo gennaio 24 - 13:40

    sono d’accordo con il punto in + per lo splendido finale…che porta il film a 6-6.5

    Zero ritmo e un po’  troppo sottotesto "jew" per me, nel senso che tante battute che facevano scompisciare quelli della fila davanti io nn le capivo neanche

    palbi

    PS: ma la scena iniziale te hai capito cosa c’entra con il resto ? 

  2. yetbutaname gennaio 24 - 13:42

    grazie del frammento
    che voce, la segretaria, e che sguardo
    ciao

  3. Vlao gennaio 24 - 15:16

    In giro non ho letto granchè su questo film…
    forse perchè per comprenderlo serve una "base culturale ebraica" che noi in Italia non abbiamo…

    Come ho letto da un’altra parte: "Nel Minnesota chi andrebbe a vedere un film ambientato nel 1967 su un docente cattolico di fisica all’Università di Milano, con problemi coniugali e familiari, raccontata dai fratelli Taviani?"

    Resta il fatto che i Coen sono dei grandi!

  4. viadellaviola gennaio 24 - 22:06

    la parte iniziale è ispirata a un racconto di Singer che ha qualcosa a che fare con il "comportarsi bene" e quindi collegata a tutto il film.
    no, non sono una secchiona che ho capito che era un racconto di singer, me l’ha detto la mia coinquilina che studia robe ebraiche.
    a me il film m’è piaciuto assai.
    ciao.

  5. TuttoFaMedia gennaio 25 - 10:26

    *Palbi: il voto mio reale è 7 (l’8 era per fare sempre l’esagerato). Anche io ho trovato problemi di ritmo, specie a partire dalla morte del rivale. Ed è anche vero che i sottotesti ebraici sono talmente specifici che molti li abbiamo persi. Detto ciò, il film è uno di quelli che vanno rivisti per coglierne meglio sfumature e dettagli. Il mio 7 è un 7 di testa, che ci sta pure dato che i Coen sono sempre "di testa". Per la scena iniziale v. commento di Viola :)

    *Yet: prego :)

    *Vlao: eheh è vero. Però non vale, dell’Italia frega poco a tutti, da una trentina d’anni a questa parte

    *Viola: grazie per l’integrazione che io non sapevo. e ringrazia la coinquilina allora.

  6. utente anonimo aprile 19 - 10:04

    Ottimo…da far vedere per torturare qualcuno.Inguardabile!

  7. TuttoFaMedia aprile 19 - 11:10

    *il tuo contributo critico alla discussione è di raro spessore

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