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L'essai, l'assai

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E quindi il Corriere della Sera ha fatto il remake di Sette: era meglio di no (ah, quell’articolo sulle micro-tv!)

 
Ieri, allegato al Corriere della Sera, è ricomparso SETTE, lo storico settimanale che da qualche anno era stato sostituito dal tragico Magazine.setteQuesta la copertina. Di cui non c’era traccia sulla home del corriere. Bisognava cercarla per bene, cioè mettersi di impegno. Si vede che ci credono molto, in questo nuovo Sette.

Comunque. Io ho sempre amato Sette. Ci sono cresciuto. Se sono quello che sono è anche grazie a Sette! E non esagero.

Istantanea: mio padre torna dal lavoro a pranzo io apro la porta manco lo saluto e gli scippo dalle mani la mazzetta di giornali che era solito comprare ogni giorno: corriere della sera, corriere dello sport e, a volte, il giornale di sicilia. mio padre non è mai stato quel tipo di padre che diceva: leggi! fai! dici! mangia! mio padre lasciava in giro i giornali. punto. siccome vedeva che io me li sbranavo, allora continuava. lo stesso con i libri. sì, comunque avete capito bene. io ho cominciato a leggere il corriere a pochi anni di vita. cominciavo dallo sport e poi a rovescio tutto il giornale. l’economia sempre per ultima, anzi manco la leggevo. infatti mi è rimasta questa cosa che di economia io non ne capisco un cazzo.

sette mi piaceva perché aveva un sacco di foto grandi. c’erano fotoreportage e anche inchieste. da grande farò il fotografo! il giornalista! l’inviato di guerra! non è andata proprio così. la vita fa schifo.
e poi negli anni sono rimasto lettore affezionato di sette, specie sotto la direzione sabellifioretti, che è uno dei miei miti personali assieme ad angel batista e a ambra angiolini.



insomma hanno fatto il remake di sette. a me i remake fanno tristezza. anche sette, devo dire, non è da meno. coraggio! vogliamo coraggio! futuro! andiamo avanti! basta con il passato! però l’ho comprato che ero curioso. questa è una delle cose che mi fotte. che sono curioso, dico.

vabbè. a pag. 62 c’è questo articolo, a firma Luisa Pronzato, che si intitola: “La tv che nasce sul divano”. Oggetto: le microtelevisioni fatte da “vicini, amici, parenti per raccontare il condominio, il paese, la città”. A lato, un pezzo di Paolo Conti: “Dopo trent’anni la voglia di local vince sul global”.

Ora, si dà il caso che io conosca bene l’argomento. Ci ho fatto una tesi di laurea vecchio ordinamento, quindi una tesi seria, mica le minchiate di adesso. Telestreet, si chiamavano. Cioè televisioni che nascevano avendo come raggio di copertura qualche centinanio di metri. Sfruttavano un vuoto legislativo e forzavano la realtà, creandola e/o dandole un senso. Il fenomeno nasce -o rinasce, se vogliamo risalire all’esempio delle radio libere- nel 2001 o poco dopo. Bene. C’è stato un momento, dunque, che io ho fatto la mia personale rivoluzione. E l’ho fatta davvero! Ho viaggiato, conosciuto gente, sono stato nell’ufficio di Freccero -mitico!- a Viale Mazzini, sono stato in mezzo ai fattoni dei centri sociali con i cani pulciosi dei punkabbestia, ho fatto manifestazioni, ho urlato slogan contro Gasparri e la sua legge -ah bei tempi!-, contro la guerra in Iraq, ho conosciuto Bifo Berardi, sono stato direttore dei palinsesti di una micro-tv all’università -ahah direttore! un direttore che faceva anche volantinaggio!- insomma tutte queste cose cinque anni fa.
Adesso Pronzato sul nuovo Sette fa un articolo in cui pare che il modello della micro-tv sia appena nato. Che sia un fenomeno inedito. Leggo nell’articolo di nuovi modelli partecipativi, di una televisione bla bla. E tutto senza spendere nemmeno una parola sui movimenti di cinque anni fa, su quello che fu.

Quando si dice il giornalismo d’inchiesta, sempre sul pezzo.

Da piccolo volevo fare il giornalista. Se fare il giornalista significava farlo come questa gente qua, allora meglio soniacampo.

Remake di Sette, per me è un no.

 

Corriere della seragiornalisti in prima lineaonce upon a time

TuttoFaMedia • novembre 27


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Comments

  1. yetbutaname novembre 27 - 17:04

     97
    P2, la madre d’Italia
    Sette, riproposto come I migliori anni?
    (ieri l’ho guardato, giusto il No)
    ciao

  2. utente anonimo novembre 27 - 18:49

    Non sono riuscito a rimediare online il pezzo per girarlo agli amici orlandones gaetani ma deduco che non mi sono perso granché (certo, le telestreet nel 2009, dicesi 2009, è un bel record, mi sento quasi più giovane). L.

  3. lucanellarete novembre 27 - 18:50

    il tuo mito personale è angel batista nel senso del detective con la erre moscia? mammitico!
    ciao
    luca

  4. utente anonimo novembre 27 - 22:26

    tfm, uguale uguale pure la cosa dell’economia! solo che a casa mia era repubblica.

    iob

  5. Virginiamanda novembre 28 - 02:36

    Io a tieffè voglio bene, detto questo.
    Detto questo, ripeto, e detto questo.
    Detto questo, ripeto, per fare una delle cosiddette "minchiate di adesso" io sono stata sei mesi "a" francia, ho registrato e sbobinato francesi ed ho perso kg e almeno 14 mesi di vita.
    Poi però io a tieffè voglio bene.
    Era giusto per mettere i puntini sulle i della parola "minchiatediadesso"…

  6. TuttoFaMedia novembre 28 - 13:21

    *Yet: madre. e noi degni figli

    *2: grazie mille. ciò non toglie che sulla home non c’è traccia di sette.

    *Ludik: il pezzo online nemmeno io l’ho trovato. comunque il tono era tutto "casalingo". nessun accenno alla dimensione politica. mettici che tra un mese è 2010, eh. io invece mi sento più vecchio, caro mio!

    *Luca: sì sì proprio lui. non ci sono parole per descrivere la mia ammirazione per angel batista!

    *Tubbie: che famiglia progressista che eravate allora :) Mio padre ancora oggi non ha un bel rapporto con Repubblica.

    *Virgh: ma che c’eeeentraaaa. tu sei eccezione, ovvio. già il fatto che guarda caso ci sia di mezzo francia ti rende eccezione. io per minchiatediadesso intendo quelle tesi scritte due giorni prima della seduta. mi vergogno non per gli studenti (se il sistema è quello) ma per quei ladri che si pigliano lo stipendio e non fanno il loro lavoro.
    anche io voglio bene a virgh!

  7. LaVostraProf novembre 28 - 14:33

    Ah, son proprio contenta. Credevo che solo di scuola parlassero per sentito dire (dalla cugina della cognata dell’amico del condominio). Invece di tutto parlano per sentito dire?
    Tristezza.
    Andiamo a vedere le Samoa, va’.

  8. utente anonimo novembre 28 - 19:32

    mi ricordo. come eravamo. i sogni di cinque anni fa un secolo fa e ancora sotto sotto ancora ci crediamo che cretini che siamo ma che cretini ma che cretini quasi quanto loro
    joujou

  9. TuttoFaMedia novembre 29 - 12:47

    *Prof: vittoria!

    Jou: no no noi più di loro. loro hanno un lavoro e hanno qualcuno che li paga per scrivere cose inesatte o incomplete. noi? chi abbiamo?

  10. utente anonimo dicembre 1 - 12:53

    Ma davvero hai consociuto Bifo? Mi sa che è ancora vivo solo a beneficio dei tesisti. However l’Albania fu avanti anche i quello, una televisione per ogni condominio!

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