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L'essai, l'assai

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Alla moschea

 Fuori dalla moschea ci sono delle signore con i sacchetti. Mendicanti. La prima volta che ci sono passato davanti ho fatto amicizia con una di loro. Succede che insomma cammino e sbatto violentemònt contro uno dei pali a mezza altezza che costeggiano i marciapiedi. Quei pali con delle palle di metallo all’estremità. Bòn, sbatto sull’anca…

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Le Pitì Tieffemmin e le rappresaglie con le vecchie parigine: tutti alla lavanderia

  Siccome che non trattasi di vacanza e siccome Parigi non è nemmeno tra le mie tre città europee preferite eppure negli ultimi quattro anni ho passato più tempo ici che in tutti gli altri posti del mondo sommati –esclusa la tiburtina, sia chiaro- insomma ci sono delle incombenze da svolgere, tipo le lavatrici. Eh…

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Le primarie a Rue Visconti, Paris. Bersani e mi sembra un Replay. Marrazzo e Via Gradoli che c’entra sempre

  Tra le tante cose che si possono fare a Parigi l’altro giorno una di queste era votare per le primarie del Partito Democratico. Premesso che il Partito Democratico al momento non è il mio partito. Premesso che mi fa orrore –orrore!- il modo in cui è stato gestito finora –orrore!- e premesso che non…

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Scivolo, assumo forme: la punteggiatura non sempre è necessaria

  Staccare la spina fa bene. Dico internet. Luoghi senza connessione. Esistono ancora. Luoghi senza televisione. Esistono ancora. Prendere le distanze, a quanto pare c’è del senso. Bene, dopo sarà ancora meglio. Comincio a non perdermi, se non di proposito. Parlo la lingua delle macchinette, capisco brandelli di frasi, lacerti di intenzioni. La prova del…

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Il post orgasmic trench è durato cinque minuti

 a giugno vado a belgio. sono sul pulmino che da aeroporto mi porta a belgio appunto. squilla il cellulare: è esseppina, mi dice: ti ho visto! ti ho visto! scendi! io scendo. in realtà lei aveva bluffato. aveva intuito che io ero su quel pulmino. mi viene incontro tubbie: yeah! siamo a schuman. o shuman….

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Io ancora non ho capito perché Starbucks non lo possono mettere pure a Italia

 Ad ottobre! In questo giorno di metà ottobre! Cammino lungo il lungosenna. Rive droite? Rive gauche? Boh. C’è la promenade Simone de Beauvoir, una passerella di legno. Un paio di gente corrono in pantaloncini e canottiera. Penso Sarebbe bello venire a correre qui, se solo abitassi qui vicino. Se solo abitassi qui, a dire il…

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Parigi -che ne capisce- celebra la grandeur del quattrenne Tieffemme: via ai festeggiamenti

 Insomma qui le foglie stanno dove devono stare, cioè a terra. C’è in giro un bel miscuglio di colori. Facile dire: Parigi è splendida. Sì, vero, anche con il bavero alzato. Che tempo c’è? Fa freddo, mamma. Eh, anche qui. No, mamma, non dire scemenze. A Palermo non fa freddo. Io innanzitutto vorrei sfatare questa…

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Quella volta che ho creduto di morire e ho capito finalmente i guasti che la religione cattolica ha provocato in me

 - Quando torni? – Non lo so.Biglietto di sola andata. Storie, storie che si intrecciano, come fili che si annodano e poi si sbrogliano. Il tempo di un binario. Il tempo di un decollo. Il tempo di un sorriso. Si resetta e la pagina è di nuovo bianca. Storie. Inizia con me in un giorno…

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Flash Forward erede di Lost? Finora è solo una b-side sbiadita che provoca sbadigli

 C’era grande attesa, da queste parti. L’uso dell’imperfetto è già spoiler. Dopo due puntate, possiamo dirlo: Flash Forward è una delusione pazzesca.Da più parti indicato come l’erede naturale di Lost, nonostante i molteplici punti di tangenza con la serie di J.J. Abrams e soci, Flash Forward si presenta come una b-side sbiadita che provoca sbadigli….

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