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L'essai, l'assai

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Come ti pitto subito subito il Fab Feb appena iniziato: il caffè non c’è, la “donna” non c’è, Federer nonne parliamo. Cazzoh!

 
Praticamente che ore erano? Le 4 e 37 del mattino? Boh insomma mi sveglio di soprassalto tutto agitato e con la fronte imperlata di sudore imprecando improperi a più non posso and urlando: Cazzo, ma siamo già a Febbraio!

Mi sveglio bagno cucina solite cose e: la macchinetta del caffè è rotta again. Damn it! In sostanza non esce il caffè quando schiacci il pulsante. Se hai una macchinetta del caffè che non produce caffè, sono davvero cazzi. La prima volta avevo risolto con l’aceto. La dritta giunse dalla donna -sì, mi sono convertito al linguaggio vetero-madrino: “ho preso la donna, sai com’è quando lavori tutto il giorno come una schiava e hai solo il weekend libero non lo vuoi certo passare a spolverare come una stronza!” Ecco a che servono le donne! Ma non le Donne, le “donne”, dico io- insomma la “donna”, vedendomi sfranto per il caffè, mi fa: ma tieffè, usa l’aceto! L’aceto serve a tutto! Hai un problema, che ne so, un orzaiolo, il forno sporco di grasso, una disfunzione erettile? Usa l’aceto e passa la paura! La paura passò. La cafè machine riprese il proprio corso e io was felice. Stamattina no. Ero lì che stavo per scaraventare tutto dalla finestra, quando squilla il telefono di casa:“Tieffè, sono la “donna”. Sì lo so avevamo appuntamento stamattina alle 12 ma non posso venire proprio. Scusa scusa potrai mai perdonarmi? Problema è che devo partire all’improvviso. Ci sono problemi con trattore”. Che lei, lo sapete, no? Ha questo sogno assurdo che si deve comprare il trattore e quindi fa avanti e indietro da Ucraina che mette i soldi da parte per comprare trattore.

E così mi tocca. Esci sul balcone, prendi secchio, paletta e secchiello, prendi lo swiffer, spolvera, anzi no prima metti i guanti che sei allergico e poi ti gratti come un primate, prendi l’aspirapolvere, metti gli interpol a tutto volume, prendi lo straccio, versa il Lysoform, passa lo straccio in camera, corridoio, ingresso, prendi la spugnetta dei sanitari e passala, prendi la spugnetta e fatti una pugn- dicevo prendi la spugnetta del water e passala, tappati il naso, usa il getto forte della doccia per far andar via le incrostazioni, e prendi l’acet-, insomma ho notato che smac acciaio è davvero poco ergonomico: fa un sacco di schiuma che devi stare lì a passare e ripassare il bagnasciuga cento volt- alla fine ho fatto quello che mai si dovrebbe -mamma non leggere e don’t cry for me, madrina- cioè ho preso una bella mappina e l’ho passata sui fornelli pieni di schiuma schiumosa: adesso c’è uno strano alone opaco ma l’opacità è proprio figlia dei nostri temp-

Così, non sapendo nè leggere nè scrivere -ma con un mal di schiena epocale che “cara mia donna”, speriamo che il trattore non te lo compri mai- mi metto bello seduto inda poltrona e metto la tv sul canale Eurosport, live from Melbourne la finale degli Australian Open:
il mio mito vivente Rogiah Federah
against quella specie di bellimbusto scimunito catapultatoci qui da Daniel Faraday straight from era mesozoica -guardate attentamente il viso di Nadal e capirete di che parlo- insomma Rafa Nadal, l’Impostore -Impostore!- l’Usurpatore -Ore!-, la Controfigura -Ura!-, colui che esiste solo per uno strano scherzo spaziotemporale. Vedi Rogiah giocare e lì capisci che Dio esiste davvero, quella leggerezza di tocco, quel danzante incedere che mai fatica. Invece  vedi Nadal giocare e ti chiedi: Why and Becuz? Che poi, avete mai visto Nadal quando va al servizio che razza di tic ha? Ora, chiunque abbia giocato a tennis per un po’ sa che tutti noi -Tieffemme’s Palmare’s: finale e semifinale in due tornei intrarionali- abbiamo un tic. Chi sbatte la racchetta sotto i talloni, chi si tasta le palle, chi si passa il polsino sui polsi, insomma Nadal si tocca il culo. Precisamente con l’indice e il pollice afferra le mutande che si sono incastrate tra le chiappe e se le scosta. Cafone -One!, Incolto -Olto!-, Villano. Villano!

Insomma Rogiah si è liquefatto come un ghiacciolo al sole ma in cucina il pavimento era ancora bagnato. Piove sempre sul bagnato!

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TuttoFaMedia • febbraio 1


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Comments

  1. Quadrilatero febbraio 1 - 18:12

    Rogiah Federah è anche il mio mito. Bene, tifiamo per la stessa parte.

    Povero rettile, Nadal, cosparso di aceto.

  2. Virginiamanda febbraio 1 - 18:37

    Qui ovviamente facevano tutti la ola.

    Anche perchè ola è spagn-ola.

  3. Quadrilatero febbraio 2 - 02:07

    Mapporcaccia la miseriaccia.

  4. TuttoFaMedia febbraio 2 - 11:00

    *Quad: ahah io pensavo alla famiglia degli scimpanzé ma anche rettile, in effetti. Che poi, sai cosa mi fa davvero alterare? Che a dirla tutta Rafanadà non è manco antipatico, cioè Rogiah si messo a piangere e lui l’ha pure consolato! Si vede che gli dispiace un po’ per mettere i bastoni tra le ruote della Storia.

    *Virgh: Anda! Anda! Ce l’avessimo noi un tennista così.

    *Quad2: di che parli! Ehi Dude! Coso! Non lasciarci accussì

  5. Modesta febbraio 2 - 18:18

    …se sui fornelli ci passi un panno asciutto spariscono anche gli aloni da non c’evo più voglia di stare li a sciacquare e sembra tutto brillante e splendente :P

  6. Quadrilatero febbraio 4 - 02:18

    Parlo della sconfitta dello svizzero. Che sia diventato una patacca come gli Swatch?

  7. TuttoFaMedia febbraio 5 - 01:34

    *No no patacca mai. Il tocco c’è. E’ che ormai ci ha la sindrome. Credo.

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