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L'essai, l'assai

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Tutto Fa Sottotitolo – Maggio 2008

 
Tutto f’ini -f’asci?-//Fini Gianfranco Fini, ex leader del Msi, quasi ex presidente di An ed ex tantissime cose, ma anche neo-presidente della Camera e neo-altre cose, dichiara: la contestazione ad Israele compiuta dalla sinistra radicale a Torino è peggio del pestaggio che a Verona ha portato alla morte di Nicola Tommasoli. Nel primo caso c’è una matrice ideologica, nel secondo no. Ora, a parte il fatto che con questa frase Fini Gianfranco Fini dimostra di essere peggio di: Bertinotti, Casini, Violante, Pivetti, Napolitano, Scalfaro, (Leon)Ilde Iotti, Ingrao, Pertini, Bucciarelli Ducci, Gronchi (cioè tutti gli ex presidenti delle Camere), a parte questo sarebbe interessante capire perché dietro la morte di Nicola non ci sia matrice ideologica. Cioè se i 5 neo-fascisti, neo-nazisti e neo-tante cose non sono neo-fascisti etc, che sono? Neo-post-nichilisti? Neo-post-futuristi? Neo-niente? Chissà. Intanto, oggi è uno di quei giorni lì, in cui mi sento proprio neo-giustizialista e neo-forcaiolo. Ma senza neo-matrici neo-ideologiche.

TFM in trasferta a Milano.Telefilm Festival 2008. Ho l’accredito. P.s A parte il Duomo, quella galleria e TRL, che c’è da vedere?
Tutto sfa cimento: Urge compensazione a più livelli

Tutto f’ine//E siccome le cose finiscono, oggi è il giorno. Siamo a 7/7. My last day like fiction’s writer. Finalmente, non ne potevo quasi più. Me lo stampo a caratteri cubitali inda fronte: si sopravvive a tutto.
Tutto fa che sto dalla sua parte//Justine Henin, n.1 delle tenniste -che classe!- annuncia oggi il ritiro agonistico: a quanto pare vuole tornare a vivere. Magari domani scopriamo che era solo una questione di doping -o che ha ammazzato Serena Williams nascondendola sotto il Roland Garros- ma intanto: applausi per Justine! TFM è con te e con il tuo rovescio.
Tutto fa grande statista che a Fiuggi nel 1995 fece la svolta//Durante il dibattito alla Camera Di Pietro esprime delle opinioni contro Berlusconi. Dalla BDL -banchi della libertà- si levano vibranti proteste. Di Pietro si appella a Fini, il super partes Fini, che replica: “Dipende anche da quello che si dice.” Fini, Gianfranco Fini, terza carica dello Stato.


Tutto f’astio, grandissimo astio//
Non basta Del Piero che vince la classifica cannonieri, non basta il Catania che si salva, non basta il Milan fuori dalla Champions. No. Niente basta. Tutto rosico. Mi rode il culo. L’Italia ce l’ha con noi, dice Moratti. E’ vero! E ricorda, mio caro, chi semina vento raccoglie tempesta. Comunque ha ragione Tuttosport: sono 15!
Tutto fa che si comincia così//(repubblica.it) Questo è il manifesto 73×3 che è apparso iermattina nel quartiere di Fuorigroutta -ah, quanti ricordi!-. C’è un tipo, Alfredo Giacometti, presidente di un Comitato d’Azione per Napoli, che ha ideato questo striscione. C’è qualcuno che lo ha stampato. E c’è qualcuno -decine di attacchini, dicono- che nella notte e sotto la pioggia ha lavorato alacremente per metterlo in bella mostra. Da viale Giulio Cesare qualcun altro mi dice però che preferiva il manifesto della ragazza con le tette da fuori -che nei giorni scorsi ha mandato il quartiere in tilt-
Tutto f’anniversario //“Fino a qualche anno fa succedeva che durante qualsiasi conversazione fatta tra Punta Raisi e la Città, ci fosse una pausa improvvisa. Se c’era un ospite straniero lo si avvertiva qualche decina di metri prima: guarda, stiamo per passare dal punto in cui c’è stato l’attentato. Poi, la pausa. Era una pausa di silenzio in cui ognuno pensava a dov’era quel giorno, a cosa stava facendo. Poi la pausa finiva e la conversazione riprendeva [...] Col tempo, i due obelischi e la corona di fiori appassiti che ci sta appoggiata sopra sono entrati a far parte del paesaggio. Nessuno sente più il bisogno di fermare la conversazione. Ci si è abituati. E’ normale.” Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla.
Tutto f’attentatuni //“Fino a qualche anno fa succedeva che durante qualsiasi conversazione fatta tra Punta Raisi e la Città, ci fosse una pausa improvvisa. Se c’era un ospite straniero lo si avvertiva qualche decina di metri prima: guarda, stiamo per passare dal punto in cui c’è stato l’attentato. Poi, la pausa. Era una pausa di silenzio in cui ognuno pensava a dov’era quel giorno, a cosa stava facendo. Poi la pausa finiva e la conversazione riprendeva [...] Col tempo, i due obelischi e la corona di fiori appassiti che ci sta appoggiata sopra sono entrati a far parte del paesaggio. Nessuno sente più il bisogno di fermare la conversazione. Ci si è abituati. E’ normale.” Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla.
Dopo l’aggressione neonazista ad un cittadino del Bangladesh, il ministro degli Interni Maroni dice: “L’Italia non è un paese razzista. Certi episodi talvolta sono alimentati dai delitti commessi dai clandestini.” A parte il fatto che il tipo era un lavoratore bello e buono, secondo il principio enunciato da Maroni, se domani uno piglia un fucile e va dalla Lega e ci spara -alla Lega che aveva detto “imbracciamo i fucili”- possiamo poi dirlo che “certi episodi talvolta sono alimentati bla bla”? O in quel caso il ministro Maroni direbbe “no che c’entra”? Così giusto per capirci. Comunque su una cosa Maroni ha ragione: l’Italia non è un paese razzista. Lo è questo governo e chi l’ha votato.
Tutto fa allegra deriva//Mentre Alemanno si impegna in questioni di vitale importanza per i romani -via Almirante sì, via Almirante no. Per me possono fare quel che vogliono, basta che sulla targa scrivano: Almirante, grandissimo fascista- continuano i simpatici episodi di xenofobia e omnifobia. Kledi, il famoso ballerino Kledi, è stato aggredito nella sua scuola di danza al grido di: albanese di merda. Già tanto che non gli abbiano anche urlato ballerino frocio di merda che si sa, i ballerini sono tutti froci. Alemanno condanna con inaudita fermezza verbale l’atto: “il centrodestra e il centrosinistra devono essere uniti contro l’intolleranza.” Parole di f-u-o-c-o non c’è che dire. A questo punto, contro questa ondata razzista, non rimane che lei: Maria. Adesso che hanno osato toccare Kledino vedrete che si mette in mezzo lei e ci libera di tutte le teste di cazzo del mondo. Maria.

 

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