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L'essai, l'assai

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Palermo

 

Cose in ordine sparso:

1)   1) Essendo il capoluogo di un’isola. Essendo l’isola circondata dal mare. Essendo il mare fatto di sale. Ai semafori nessuno lavaIvetri o vende fazzoletti. Tutti gli ambulanti vendono il sale. Siamo in regime di monopolio. Il mercato è bloccato. E nessuno dice niente. Che vergogna, tutta colpa del governo. Ma non piove mai qui. I modi di dire diventano graziosi (grazioso! Tutto è grazioso) reperti storici. C’è il sole, governo ladro! Dicevo del sale, cibo notoriamente talmente caro da spingere me, ignaro viandante, a comprarlo chili su chili in mienz ‘a strada.

2)    2)  Nessuno fa un cazzo. Alle dieci del mattino le strade sono piene di gente di ogni età. Tutti intenti a: non fare un cazzo. Proprio così. Dice: embè, che c’è di strano? Dice: se ti fai un giro per il Sud in genere non cambia molto. Giusto. Ma io mi domando: se nessuno fa un cazzo (tra l’altro lo fanno molto bene, se ci fosse la palma dei “non facenti un cazzo da mane a sera” Palermo sarebbe tranquillamente ai primi posti) perché/quindi (non ho mai avuto simpatia per i rapporti di causa/effetto) non ha un lavoro, allora come è possibile (e qui vengo al punto numero 3) che

3)    3) Tutti (ma proprio tutti, nessuno -e quando dico nessuno è nessuno- escluso) hanno una parabola bianca che trionfa sul proprio balcone di casa? Dice: non costano un cazzo ormai. Mica devi lavorare per farti la parabola! Dice: e grazie ‘u cazz, il Palermo è primo in classifica (vinceremo vinceremo il tricolor!), come la mettiamo con le trasferte al Nord? Giusto, la libertà è un concetto abbastanza condizionato, al giorno d’oggi. Sì, ma io mi chiedo: e l’abbonamento? Come te lo paghi? Nel frattempo, ad ogni gol (gol!) sembra di stare in mezzo al terremoto. E, se e quando lo scudetto arriverà alla Favorita, il terremoto ci sarà davvero.

4)    4) Prima di arrivare al punto quattro, vi chiedo: ma voi, quando salutate i vostri amici, che modalità prossemica utilizzate? Cioè: bacio singolo, bacio doppio, stretta di mano, cenno del capo, rutto? Da noi si è sempre seguita una procedura standard (allèrtati, o tu che hai intenzione di visitare l’isola!): ragazza e ragazza, ragazza e ragazzo bacio singolo; ragazzo e ragazzo rigorosamente bacio doppio (qualche deroga se sei parente strettino). Una specie di codice d’onore che io credevo sempiterno. E invece: in quei pochi giorni ho notato che tra maschi il bacio era retrocesso a uno soltanto. All’inizio ho pensato trattassesi di congiunti, ma poi ci ho fatto caso, e un giorno, mentre me ne stavo davanti alla rosticceria più “in” della città, addentando una bella arancina (femmine, sono!) ho spizzato un gruppo di adolescenti: scarpe firmate, motorini, quelle macchinine cinquantine che finora avevo visto solo ai Parioli, capelli gellati. E ho capito: è la moda, monsieur.

5) Il Sindaco di Palermo è una bella persona. Sempre pulito, ordinato, abbronzato (il mare, si sa, è sempre a portata di estetica), insomma dà proprio una bella immagine della Sicilia. Durante la prima campagna elettorale, la città era piena di manifesti con il suo faccino sorridente e ammiccante, senza nessuna indicazione. Io mi credevo fosse una pubblicità dell’Oviesse (al massimo dell’Upim), del tipo “giacconi per uomini a 19.90 euro”. E invece si trattava del mio futuro sindaco. Che infatti venne puntualmente eletto. Oltre ad essere bello (volete sapere il suo partito? Ma che razza di domande! Ingenui!), il nostro sindaco ha anche qualche piccola mania di grandezza. Una volta venne Ana Laura Ribas per un programma di Raidue e lui, che è un perfetto padrone di casa, si presentò facendo anche un po’ il simpaticone (eufemizzo). Palermo è bella, Palermo è graziosa. Dice: in che senso manie di grandezza? Nel senso che soffre di qualche amnesia (mischino!) e ogni tanto si crede che la città sia una metropoli, tipo Roma, per esempio (e basta. Roma è Roma, l’unica). ‘Nsomma: ha messo strisce blu ovunque (e fin qui. Per dire: le ha messe anche Trapani –Trapani!-), ma soprattutto ha deciso di istituire la ZTL, come a Roma. La Ztl ovvero una specie di varco, che limita una parte di città, tipo centro storico. Ora, purtroppo son dovuto andare via prima di poter compiere un’attenta analisi territoriale, ma una cosa sento di poterla dire: a me mi pare una stronzata.

 

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Comments

  1. SeleneCassiel novembre 2 - 15:18

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  2. utente anonimo novembre 2 - 19:40

    Non vedo l’ora di farti attraversare illegalmente anche questi varchi…

    Io.

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