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L'essai, l'assai

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Occupazione dell’aere pubblico? Sì grazie.

 

Se in questi giorni vi trovate a passare dalla stazione Termini a Roma non potrete fare a meno di ammirare delle meravigliose opere d’arte che campeggiano nell’aere pubblico, sospese magicamente, con tutta la discrezione di cui sono capaci, sopra le teste dei viandanti trafelati. Trattasi di una serie di manifesti (già presenti in giro per le città, peraltro), del tipo:
1) Immigrati clandestini a volontà? No Grazie
2) Più tasse sui tuoi risparmi? No Grazie
3) Fermiamo le grandi opere? No Grazie
4) Più tasse per la tua casa? No Grazie
Ora, lasciando perdere gli ovvi commenti che questa non è la sede, cerchiamo di andare oltre la superficie di questa brillante operazione elettorale (ricordiamo già messa in scena in occasione delle ultime elezioni regionali, e sappiamo tutti come sono andate).

Quattro tematiche importanti e decisive: l’immigrazione, le tasse sui risparmi, le tasse sulla casa, le grandi opere. Quattro domande. Rivolte a chi? In teoria sono domande (e risposte) rivolte da un’ipotetica opposizione a chi ha governato finora. Ma: queste domande sono proprio formulate da parte di chi ha governato finora, che tra parentesi è stato molto impegnato a governare finora. Ecco quindi la strategia sottesa: chi ha governato finora cerca di porsi, di fronte all’elettorato distratto&indeciso, poco attento a certe tematiche, come forza di “opposizione”. Cerca cioè, tramite un gioco di prestigio nemmeno così campato per aria (tanti governi in carica hanno giocato questa mossa, non ultimo Schroeder contro la Merkel, e per poco non andava a buon fine), di far credere che siano passati già cinque anni e che l’opposizione abbia già governato. Il destinatario di quelle domande, allora, diventa il “pubblico”, in attesa dei treni, o fermo in libreria, pubblico cui viene chiesto un atto di fiducia, una totale sospensione del giudizio. Un po’ come avviene nelle soap opera o negli sceneggiati: gli spettatori sanno che sono situazioni del tutto improponibili e tuttavia le accettano e anzi si immedesimano, perché totalmente immersi in un contesto di “verosimiglianza credibile”. Ecco perché questi manifesti, piazzati ad arte in un luogo di transito come quello, non sono altro che la continuazione del messaggio veicolato tramite la televisione: fidatevi, è come dico io. Parole sublimi(nali).

Nel frattempo, come dichiara dalle pagine del Corriere RenatoManheimer, la CDL avrebbe rosicchiato all’Unione due punti percentuali sulle intenzioni di voto. Staremo a vedere se la colonizzazione degli spazi pubblici pagherà davvero. O se basterà l’Award 2006 che l’Unione si appresta a vincere come miglior-suicidio-elettorale e come miglior-dilapidazione-di-un-enorme- vantaggio-sul-centrodestra.
Chissà.

politica

TuttoFaMedia • febbraio 15


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Comments

  1. ThePacky febbraio 15 - 16:05

    è un’indecenza….

  2. pazyryk febbraio 15 - 18:49

    Se ne dicono tante, ascolta anche la mia…

  3. LDP febbraio 17 - 00:50

    da un manifesto abilmente modificato

    “Fermiamo le grandi opere? No Grazie, ci piace la lirica”

    Negative

  4. teddi82 febbraio 17 - 02:05

    Finchè in Italia ci saranno persone sulle quali cartelloni del genere faranno effetto è tutto inutile. Tutto. La settimana scorsa quando mi sono trovato quei MOSTRI in mezzo alla stazione ho riso , che altro potevo fare di fronte a quei cosi giganteschi talmente ridicoli e grotteschi? Ma quanti passeggeri ci faranno una risata sopra? Purtoppo pochi.

  5. eljaba febbraio 17 - 11:09

    Se vince ancora zio Silvio, espatrio.

  6. TuttoFaMedia febbraio 17 - 11:15

    eljaba: mi sa che non bastarebbe nemmeno l’arca di noè

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