giovedì 9 ottobre 2014

The Good Wife è una serie talmente bella che la consiglio anche alle Sentinelle in piedi


 

Io non lo so, davvero, cosa debbo fare ancora per convincerti a guardare The Good Wife, cioè il meglio che la tv americana generalista sta proponendo da sei anni a questa parte e tu che stai ignorando per motivi, boh, pregiudiziali? ideologici? misogini? scemi? Cosa, dimmi cosa e io lo faccio, purché tu mi dia retta. Vuoi che mi chiuda in una stanza con Renzi e Gasparri e non ne esca finché non ho insegnato loro COME SI FA UN SELFIE che ridia senso alla parola dignità? Vuoi che mi metta a ripassare con Sabina Guzzanti Grammatica e Analisi Logica TOMO UNO finché lei non riuscirà a twittare in italiano non dico corretto ma almeno comprensibile a mia nonna? Vuoi che impari a memoria tutti i libri di Gramellini e li rilegga al contrario imitando la voce di Veronica Maya che imita Jo Squillo? Dimmelo, io lo farò.

 

 Ascensore


- Signora le ha viste le scie chimiche? L’11 settembre era un complotto delle banche!

- Ci mancava il grillino pop hoolista, ora non manca più nessuno in questo telefilm

 

 

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mercoledì 8 ottobre 2014

Tipo True Detective ma con più docce. Tipo Parenthood ma con più culi.


 

God bless Showtime. Nemmeno il tempo di abituarsi all’idea di un nuovo Twin Peaks (Lynch, se avevi bisogno di soldi bastava lanciare un crowdfunding pensionistico. Ci mettevi cinque minuti) e nemmeno il tempo di trasmettere le prime due puntate della quarta stagione di una serie che evidentemente non vuol smettere di farsi ridere dietro (Homeland), ecco che Showtime rilascia in the air, prima ancora della messa in onda ufficiale, la mia nuova serie preferita di tutti i tempi per ragioni indipendenti dalla mia volontà: The affair.

 

 

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martedì 30 settembre 2014

Parallelo Scandal 4×01: Torna la nostra enologa di fiducia e volano subito senatori dalla tromba delle scale


 

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 Shondona and friends

 

 

- Ce l’hai fatta insomma

- A fare che?

- Una volta era giovedì gnocchi, ora è giovedì Shondona. Trionfo di ascolti e di ratings. Brava, stima

- Vedrai che scendono, era la novità

- Shondona che fai, la ritrosa? Ma finiscila

- Noi puntiamo su Scandal. Questa è la stagione dell’esplosione definitiva, vedrai. Sarà una stagione fe-no-me-na-le

- Attenta a quello che dici, già l’anno scorso avevi promesso leggenda e vedi com’è finita, con Olivia inquadrata sempre di striscio, o sepolta nei suoi CAPPOTTONI, o coperta da COSE. Mi ricordo di una scena in cui si sentiva la sua voce ma lei NON c’era, nascosta da un vaso di fiori gigante in primo secondo e terzo piano. L’Olivia intuita

- E che ci posso fare se quelle stronze si fanno ingravidare in continuazione. Pare che appena firmano il contratto con Shondaland si sentono legittimate a ripopolare il mondo

- Non parlare male di Kerry Washington, per favore

- Primo non ne parlo male e tu sai che è la verità, secondo se non era per me a quest’ora stava facendo ancora la cieca in The Avengers

- Era I Fantastici Quattro

- Whatever. E terzo se non era per me col cazzo che la nominavano agli Emmy

- Col cazzo che nominavano di nuovo una tua serie agli Emmy senza di lei, vorrai dire

- Sei un gufo. Un professorone e un gufo. Io non lo so che vi fa quella donna a tutti voi

- Uhm, vediamo, è una figa spaziale che SCANDISCE le sillabe come nessun altro? WE. NEED. TO. TALK. NOW. Con lei non abbiamo bisogno di sottotitoli

-  Mi fa piacere, vedrai come scandisce nella quarta

- Di sicuro sarà meglio della terza, faceva schifo, non mi ricordo manco che è successo nella terza

- Questa è buona. Da dove vuoi che comincio?

- Ah sì, una cosa me la ricordo, SUBLIME: quando Mellie sta facendo il pompino al vicepresidente nella stanza accanto a quella in cui ci sono TUTTI ed entra la figlia e dice MA MAMMA MA INSOMMA cosa stai facendo in ginocchio con lo Zio Andrew? Splendido, veramente

- Lo so

- Vabbé Shondy non t’imbrodare adesso. Parliamo di cose serie. Quand’è che mi assumi come storyliner? Anche vice head-writer va bene. Ricorda che io sono tuo adepto sin dall’inizio, ho anche visto quella tua stronzata di film con Britney Spears come segno di devozione, mica come sti poracci che ora stravedono per te e per Scandal

- Lo so, tu ci sei sempre stato per me

- Se ci fosse ancora Telemike porterei come materia Shondona in the sky with diamonds

- Che duci che sei Tieffemmino

- Comunque sappi che ho già scritto l’episodio del crossover, c’è Derek che deve operare il presidente Fitz e mentre è lì col cervello aperto e Meredith fa cadere il vassoio dei bisturi in mezzo alla vaschetta di patatine fritte piene di salsa rosa, entrano Olivia e Mellie che si tirano i capelli, Cyrus ha messo una bomba all’uranio impoverito nella borsetta di Mellie ma poi si pente, arriva pure lui in sala operatoria tutto paonazzo, Meredith lo vede e gli urla: MA TU SEI MIO PADRE, CHE CI FAI QUA, NON ERI MORTO?

- Non so, fammici pensare, forse è un po’ presto per le agnizioni tra Cyrus e Meredith, troppe emozioni tutte assieme

- Ok pensaci, ma sappi che non mi accontento di fare il precario COCOCO sottoposto ai tuoi umori ballerini, io voglio un indeterminato con articolo 18 a vita e Tfr in busta paga o niente

- Allora niente

- Ok, vado a vedermi la 4×01

 

 

PARALLELO SCANDAL 4X01: Torna la nostra enologa di fiducia e volano subito senatori dalla tromba delle scale

 

 

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lunedì 22 settembre 2014

Tipo l’Arca di Noè, ma più sexy (era già tutto nel pilot)


 

22 settembre 2004-22 settembre 2014: The Bignamino Special Decennale Edition

 

 

Occhio

 

 
Dunque c’è questa strana isola abitata da strane creature e da esseri umani che vivono in case con giradischi e vinili di Petula Clark. Il leader degli umani si chiama Benjamin Linus. Benjamin Linus è pazzo. Da qualche parte, sull’isola, c’è una botola. Sotto la botola vivono due cristiani in seminterrato dotato di ogni confort, compresi giradischi e vinili di Mama Cass. Uno dei due cristiani si chiama Desmond. Desmond, anche lui, è un po’ pazzo. Ma pazzo diverso. Infatti gli hanno detto che deve passare la sua esistenza a premere un bottone ogni 108 minuti. Gli hanno detto: se non premi il bottone il mondo finisce.

 

E lui ci ha creduto.

 

Così Desmond preme il bottone ogni 108 minuti. Passano i giorni, gli anni, i decenni. Ma siccome è una cosa veramente noiosa, si alterna con un suo collega assunto anche lui a tempo indeterminato come salvatore del mondo. Un giorno il collega di Desmond si scassa la minchia e con una scusa esce dalla botola. Desmond lo segue: oh ma che cazzo fai, esci dalla botola? Iniziano a litigare. Desmond spinge il collega. Il collega sbatte la testa su uno scoglio appuntito e muore. Molto triste. Desmond, confusissimo, decide di tornare alla botola, dove è già iniziato conto alla rovescia per la fine del mondo: il tempo vola, quando commetti omicidi colposi. Intanto gli umani che popolano l’isola sono impegnati in un allegro gruppo di lettura. Si decide un libro, lo si legge e poi lo si discute tutti assieme. Insomma le solite cose che si fanno su un’isola deserta, tra un esperimento nucleare e una bomba a idrogeno da portare nello zainetto. I gruppi di lettura sono tenuti da un’ambigua donna bionda di nome Juliet. A un certo punto, Juliet s’incupisce. Sta succedendo qualcosa.  

 

Sì, ma cosa?

 

Un aereo, l’oceanic 815, proveniente da Sidney e diretto a Los Angeles, vola più o meno indisturbato sull’oceano Pacifico. L’aereo è pieno di gente: chirurghi, dentisti, gente paralizzata, gente malata di tumore, gente fuggiasca, bare con gente morta, truffatori ipermetropi, vincitori di lotterie con malocchio addosso, eroinomani, torturatori iracheni, preti nigeriani, cinesi giapponesi coreani boh non s’è mai capito, fratelli e sorelle mezzo incestuosi, criptostessosessuali, sorellastre madri, un sacchetto di diamanti preziosissimi, bambini con strani poteri di ubiquità, cani immortali. Insomma tipo l’arca di Noè ma più sexy.

 

Intanto Desmond, il nostro Desmond a cui già vogliamo molto bene, è finalmente arrivato alla botola. Come in ogni fine del mondo che si rispetti, il conto alla rovescia è quasi finito. Panico. Desmond ha gli occhi sbarrati tipici di chi non solo ha appena ammazzato qualcuno ma sa anche che il mondo sta per finire per colpa sua. Desmond prova a ribaltare il destino di tutti noi ma la situazione è disperata. Pezzi di metallo volano in ogni dove: è il finimondo. 3,2,1 boom.

 

Il mondo non finisce ma scoppia una diciamo grande turbolenza. Gli umani sull’isola credono a un banale terremoto. Ingenui. Si riversano in giardino e alzano gli occhi al cielo. L’aereo 815 è sopra le loro teste. Si spezza in due. Pezzo davanti finisce di qua. Pezzo di dietro finisce di là.

 

Passa qualche minuto, un’eternità. Esterno foresta. Un cristiano in giacca e cravatta apre un occhio. È vivo. Ma forse avrebbe preferito di no.

 

 

(E questa, questa era solo l’anteprima, per cui amiche e amici, da un non luogo fatto di una tantum e per sempre, nel decennale dell’inizio della fine, eccoci di nuovo qua, sei stagioni un minuto, ancora ebbri di stupore e felicità, solo per voi, the bignamino di Lost 1×01)

 

Sigla? Sigla.

 

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giovedì 11 settembre 2014

La funzione kindle che ti segnala le frasi più sottolineate da generici “altri utenti” non mi piace


 

Leggere sul kindle (o sull’applicazione kindle dell’iPad), è una cosa che probabilmente mi risulterà sempre un poco innaturale. Malgrado quasi due anni di esercizio, e malgrado un’abitudine sempre più quotidiana e necessaria (la proporzione carta/e-book è ormai 50/50, ad agosto è stata 10/90), so che dentro di me, nel profondo di me, grumi di resistenza in questo momento stanno urlando come i pazzi, supplicandomi di non farlo mai più. Ma, come molti di voi sapranno, quando si iniziano a sentire le voci nel cervello, l’unica soluzione, se scarseggiano le medicine, è fingere di non sentirle, oppure urlare ancora più forte. In questo caso tre paroline magiche: denaro, spazio, trasloco.

 

Sto leggendo, via kindle, Il libro delle mie vite di Aleksandar Hemon. Alla posizione 105 mi accorgo che l’inizio di un capoverso è sottolineato con un tratteggio visibile ma non troppo, tipo questo:

 

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martedì 9 settembre 2014

Nel prologo del nuovo libro di Carrère ci sono un paio di cose su Les Revenants che non sapevo


 

Al già abbondante dossier sulle differenze tra Italia e Francia, adesso posso aggiungere anche questa. L’Italia è quel paese in cui già un anno prima si sa chi vincerà il premio Strega (“Piccolo, e chi sennò?”) e la competizione assume dunque i toni della farsetta malgrado una parvenza di testa a testa che però non disturba l’esito finale. La profezia che si autoavvera è più forte di ogni fantasioso tentativo di mettersi di traverso (“Mi si nota di più se mi autoplagio?”). La Francia invece è quel paese in cui tutti sanno un anno prima che il Goncourt lo vincerà Emmanuel Carrère con il suo nuovo, poderoso Le Royaume e poi, quando esce la preselezione dei 15 libri in lizza per il prestigioso premio, ci sono tutti, ma proprio tutti, ma non c’è Carrère. E questa è la Francia.

 

Carrere

 

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lunedì 8 settembre 2014

“Svegliati nonna, di là c’è un ammiraglio che si chiama Luigino Pirandello”


 

- E dove le tengo queste ricchezze?

- Nelle carni vostre, Filonia! Voi possedete tre feudi: uno a levante, uno a ponente e l’ultimo a mezza costa. In quello di levante c’è una vallicella profumata e ummirosa, sopra alle quali c’è macari un boschetto fitto fitto; in quello di ponente non ci sono àrboli o erba, tutto è liscio, la terra è comu la sita e in mezzo a dui vallunate ci sta una grotticella stritta e ammucciata; in quello di mezza costa ci stanno due montagnole bianche come il latte e hanno la cima rosa. Non vi parono ricchezze queste?

Il re di Girgenti

 

Dunque Raiuno si è messa a fare i “documentari/road movie sui libri” trasmettendoli il sabato sera in prima serata. Se me lo avessero detto anche solo cinque anni fa avrei pensato di essere caduto nel pozzo dei pazzi e avrei chiesto pietà di me. Invece la tv va molto veloce, e anche gli elefanti di sessant’anni pieni di acciacchi ogni tanto si ricordano di poter osare il grande boh (l’anno scorso era Lorenzo Jovanotti: l’anno prossimo userò una frase di Camilleri per il doc, che ne so, su Checco Zalone).

 

 

andrea-camilleri

 

 

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    giovedì 9 ottobre 2014
  • The new pornographersBrill_Bruisers_Cover      Anche l’autunno è una stagione come si deve, a patto di ascoltare almeno due volte al giorno Brill Bruisers, il nuovo disco dei New Pornographers: